Problemi con l'acquario

Le alghe sono un problema? Le tue piante da acquario non crescono bene? L'acqua è torbida o i tuoi pesci sono malati? I parametri dell'acqua non corrispondono alle tue aspettative?

Il nostro team di esperti ha approfondito la tematica dei problemi e offre risoluzioni di acquariofilia che funzionano davvero.

Intorbidamenti d'acqua & colorazioni d'acqua

Solitamente si presentano due tipi di intorbidamenti: verdastri o biancastri. Inoltre ci sono colorazioni che fanno apparire l'acqua brunastra o giallastra.

Qui abbiamo dei suggerimenti:

Intorbidamenti biancastri

Nella maggior parte dei casi questo è causato da batteri/microorganismi e scompare da solo dopo 1-2 giorni. In caso contrario, può essere utile un chiarificatore d’acqua UV-C (JBL AquaCristal UV-C). La potenza (watt) del chiarificatore d’acqua UV-C dipende dal volume d’acqua dell’acquario. Principio operativo: l’acqua all’interno del chiarificatore UV-C scorre lentamente lungo le radiazioni UV germicide. Queste eliminano germi e batteri, oltre che alghe fluttuanti. L’intorbidamento bianchiccio scomparirà completamente in 1-3 giorni!

Intorbidamenti verdastri

Questo è causato dalle alghe fluttuanti, che rendono l’acqua verdognola e si verifica generalmente più spesso nei laghetti che negli acquari. Nell’acquario aiuta un agente anti-alghe (JBL Algol) o un chiarificatore d’acqua UV-C (JBL AquaCristal UV-C). La potenza (watt) del chiarificatore d’acqua UV-C dipende dal volume d’acqua dell’acquario. Principio operativo: L’acqua all’interno del chiarificatore UV-C scorre lentamente lungo le radiazioni UV che eliminano le alghe fluttuanti.

Intorbidamenti giallastri

Una colorazione è causata principalmente da medicinali (per es. colorazione blu) o da sostanze fenoliche, che si presentano nei diversi gradi di decomposizione (colorazione giallastra). L’utilizzo di carbone attivo (JBL CarboMec) nel sistema filtrante fornisce la soluzione più rapida. Il carbone attivo lega i coloranti e rende l’acqua limpida.

Colorazione brunastra

La colorazione bruna è spesso causata da acidi umici che eluiscono ad esempio da torba o legno. Se l’uso di carbone attivo (JBL CarboMec) NON dovesse dare risultati, dovrai o convivere con la tinta bruna (che non ha effetti nocivi), o rimuovere il pezzo di legno, o provare un altro tipo di legno. I legni duri (opuwa, mopani) causano spesso una minore o nulla colorazione rispetto ai legni morbidi, come le mangrovie o le radici di torbiera.

Problemi con le piante d'acquario

Se hai problemi con le piante d’acquario è meglio procedere sistematicamente. Le piante hanno bisogno per la loro crescita di luce, di anidride carbonica (CO2), di minerali /elementi in traccia, come il ferro (Fe) e l’azoto in forma di ammonio o nitrato, oltre che di fosfato.

Se si osservano questi componenti essenziali uno per uno si risolveranno sicuramente i problemi relativi alla crescita delle piante. Come ogni acquariofilo sa, c’è una legge biologica riguardante la crescita delle piante, descritta da Justus von Liebig nel lontano 1828. Questa afferma che la crescita delle piante viene limitata dalla risorsa più scarsa in rapporto alle altre (nutrienti, acqua, luce, ecc.). Questa risorsa è conosciuta come il fattore minimo. In presenza di un tale fattore di carenza, l’aggiunta di una risorsa che è già disponibile nella quantità desiderata non ha influenza sulla crescita della pianta. Questa legge del minimo è tra l’altro un’importante base per la concimazione. Esempio: una pianta ha una carenza di CO2. A causa di questa mancanza, non può crescere a sufficienza, anche se fertilizzanti e luce sono forniti in grandi quantità.

Con questo calcolatore online puoi calcolare l'approvvigionamento ideale di fertilizzante per il tuo acquario: ProScape calcolatore di fertilizzante

E non ti scordare di controllare se nel tuo acquario ci sono invertebrati o pesci erbivori. Gli amati ancistrus non sono solo mangiatori di alghe, ma si nutrono volentieri anche di piante!

Illuminazione

Le piante a foglie verdi utilizzano l’energia solare per la produzione del loro nutrimento. Il verde delle foglie (clorofilla) utilizza l’intero spettro luminoso visibile, come lo conosciamo dall’arcobaleno. Nel processo non vengono utilizzati i raggi UV e quelli infrarossi. Sapendo questo, è comprensibile che le piante possono senz’altro utilizzare anche la “luce incandescente” ma che producono maggior energia in presenza di luce contenente l’intero spettro luminoso rispetto alla luce di una comune lampadina incandescente. Anche i tubi fluorescenti per abitazione, che sono spesso molto più economici dei tipici tubi da acquario, producono luce utilizzabile. Ma anche in questo caso lo spettro luminoso è designato per illuminare un locale, e non per il verde delle foglie. JLB, nella sua gamma di prodotti (tubi fluorescenti JLB SOLAR), ha tubi fluorescenti a spettro totale, che forniscono l’intero spettro luminoso della luce solare. Questi sono riconosciuti dagli specialisti come la migliore illuminazione per gli acquari, e sono stati scelti come simulatori di luce solare da istituti di ricerca come lo IFM Geomar di Kiel.

Oltre alla qualità della luce, è importante anche la sua quantità. Le piante verde chiaro e rossicce necessitano di più luce di quelle verde scuro, e questa regola rende in qualche modo più semplice la scelta delle piante per il proprio acquario. Nell’atlante DATZ “Piante da acquario” di Christel Kasselmann si trova una tabella che indica le diverse esigenze di luce delle piante.

La luce diurna è la meno adatta per gli acquari, anche se fornirebbe la luce perfetta. Questo è dovuto al fatto che negli acquari è presente un eccesso di nutrienti e questo, insieme all’alta energia luminosa nella luce diurna, contribuisce alla proliferazione delle alghe. La luce diurna ha un’energia luminosa di circa 100.000 lux, mentre un tubo fluorescente T8 ne emette soltanto 700. Un buon riflettore raddoppia il rendimento luminoso e i tubi T5 producono circa il doppio di energia luminosa dei tubi T8.

Ma dobbiamo in ogni caso tenere presente che la maggior parte degli acquari non è sufficientemente illuminata e noi dovremmo, quando possibile, scegliere una copertura con un maggior numero di tubi fluorescenti. Da un punto di vista fisico è inoltre interessante osservare che, anche se l’energia luminosa di 2 tubi fluorescenti da 15 watt è matematicamente uguale a 30 watt, l’energia luminosa che raggiunge il fondo dell’acquario non è paragonabile a quella di un tubo da 30 watt.

suggerimenti

  • Usare solo tubi fluorescenti a spettro totale come il JBL SOLAR Tropic o Natur.
  • Quando possibile meglio 2 tubi che uno solo.
  • Disposizione dei tubi: i “tubi per le piante” come il JBL SOLAR Tropic vanno messi sopra le piante (di solito sul retro). I tubi chiari (ad es. SOLAR Natur) vanno posti sul davanti sopra i pesci. I tubi colorati, come JBL SOLAR Color, fanno, è vero, risaltare al meglio i colori dei pesci ma, in presenza di alti livelli di nutrienti (fosfati e nitrati), stimolano anche la crescita delle alghe.
  • I tubi T5 hanno un rendimento luminoso maggiore che i tubi T8, per cui vanno preferiti. I tubi non possono essere semplicemente scambiati tra di loro! I tubi T5 e i tubi T8 hanno un’elettronica completamente differente e richiedono i loro propri ballast e i loro propri portalampade!!!

anidride carbonica (CO2)

L’anidride carbonica è il nutriente base per le piante e spesso il fattore limitante la crescita delle piante nell’acquario. La CO2 si forma naturalmente nell’acquario, generata tra l’altro dai processi respiratori (inspirazione dell’ossigeno ed espirazione di CO2). In ogni caso, la quantità di anidride carbonica non è sufficiente per la crescita di una pianta rigogliosa ed è necessario integrarla con un sistema fertilizzante a base di CO2 (ad es. JBL ProFlora bio80, JBL ProFlora u401 oder JBL ProFlora m601). Molte specie di piante, in particolare le piante rossastre, necessitano di alte concentrazioni di CO2 per poter crescere nell’acqua. Senza fertilizzante a base di CO2 non possono essere sufficientemente accudite.

Suggerimento:

Riduci il movimento della superficie dell’acqua nell’acquario così da non espellere troppa anidride carbonica. Le pietre porose sono dei veri e propri killer di CO2. Collega un sistema CO2, come l’economico JBL ProFlora bio80, anche agli acquari più piccoli e noterai quanto cresceranno meglio le tue piante! Per acquari più grandi vale la pena investire in sistemi CO2 con bombolette a pressione di CO2 ricaricabili come JBL ProFlora m601. Chi non ha un servizio di ricarica nelle vicinanze può scegliere un sistema monouso come JBL ProFlora u401.

Concimazione con minerali e concimazione con microelementi

Per la maggior parte delle persone concimare le piante significa aggiungere un fertilizzante liquido come si fa per le piante in vaso sul davanzale.

La concimazione delle piante d'acquario si differenzia invece in tre punti essenziali:

  • L’azoto (N) arriva nell’acqua, tra l’altro, attraverso gli escrementi dei pesci, e non è quindi necessario aggiungerlo con il concime. Una concimazione supplementare con azoto è indicata solo in acquari per invertebrati o in acquari di sole piante.
  • Le piante terrestri assorbono l’anidride carbonica dall’aria, dove è presente in quantità illimitata. Per le piante acquatiche dobbiamo utilizzare un sistema di concimazione con CO2.
  • Le piante terrestri necessitano di fosforo nel fertilizzante. Per le piante acquatiche, il fosforo è già presente in eccesso nell’acqua, e va quindi aggiunto soltanto in acquari per invertebrati o in acquari di sole piante (JBL NanoFerropol24 Moos).
  • Le piante acquatiche assorbono i nutrienti tramite le foglie e, a seconda della specie, anche dalle radici. Di conseguenza, i fertilizzanti del suolo (JBL AquaBasis plus, JBL Le 7 sfere, JBL Florapol) sono molto utili per le piante da acquario. Un cavetto riscaldante, come JBL ProTemp b, permette al calore di circolare sul fondo e sparge i nutrienti in maniera uniforme attorno alle radici delle piante.

Ad ogni modo, anche i nutrienti del fertilizzante del suolo si consumano entro alcune settimane e – proprio come una batteria ricaricabile – devono essere riforniti. A questo scopo è disponibile il fertilizzante base liquido JBL Ferropol, che contiene quasi tutti gli elementi traccia essenziali per una perfetta crescita delle piante. Sfortunatamente, alcuni elementi traccia essenziali sono estremamente sensibili alla reazione con l’ossigeno (come l’arrugginirsi del ferro) e non possono quindi essere aggiunti con il fertilizzante “a provvista” ogni due settimane. E’ per questo che JBL ha sviluppato un fertilizzante giornaliero (JBL Ferropol 24) per l’aggiunta di elementi traccia.

Cosa fare:

Nell’allestimento di un nuovo acquario utilizzare un substrato di coltura a lungo termine, come JBL AquaBasis plus, e un suolo adatto alle piante, come JBL Manado, per una crescita rigogliosa. In intervalli di due settimane è bene somministrare il concime base JBL Ferropol ed integrarlo con il fertilizzante giornaliero JBL Ferropol 24. Con l’aiuto di JBL Test Set Ferro Fe, il contenuto di fertilizzante nell’acqua può essere controllato alla perfezione.

Sommario:

La crescita delle piante non è certamente magia! Se segui i punti sopra menzionati, sarai ricompensato con una crescita rigogliosa delle tue piante!

Risoluzioni di speciali problemi

La colorazione bruna è spesso causata da acidi umici che eluiscono ad esempio da torba o legno. Se l’uso di carbone attivo (JBL CarboMec) NON dovesse dare risultati, dovrai o convivere con la tinta bruna (che non ha effetti nocivi), o rimuovere il pezzo di legno, o provare un altro tipo di legno.

  • Carenza di ferro (clorosi)


    A causa della carenza di ferro le foglie perdono i loro colori e diventano verde chiaro, gialline e pallide. Il valore nominale del contenuto di ferro (Test Set Fe) ammonta a 0.05 - 0.2 mg/l. JBL Ferropol è il prodotto migliore per alzare il contenuto di ferro. Se utilizzi già un fertilizzante, ma il test del ferro non indica valori sufficienti, ciò può essere dovuto alle ragioni seguenti: il tuo fertilizzante contiene ferro, ma in una forma (Fe2+) che viene ossidata in acqua dall’ossigeno (reagisce con l’ossigeno) e quindi non apporta alcun beneficio alle piante; oppure il tuo fertilizzante non contiene ferro.

  • Carenza di manganese


    Un apporto insufficiente di manganese causato da un fertilizzante inadatto rende le foglie giallognole e su queste, diversamente da quanto avviene con la clorosi, risaltano solo le vene della foglia, che rimangono verdi (malattia dell’albero di Natale). A questo può porre rimedio JBL Ferropol, che oltre al ferro contiene molti altri elementi traccia, come il manganese.

  • Mancanza di luce


    Se c’è una mancanza di luce, molte piante assumono forme anomale. Si etiolano (steli allungati con un aumento di distanza tra le foglie), perdono le foglie inferiori o si deteriorano. Solo con la giusta quantità di luce (i tubi a spettro totale JBL SOLAR) recupereranno la loro naturale forma di crescita.

  • Carenza di CO2


    Se c’è una carenza di anidride carbonica, le piante (e anche le alghe) prendono la CO2 dalla durezza carbonatica, che viene quindi distrutta, e scende sul fondo. Questo processo è noto come la decalcificazione biogena ed è visibile dal calo del KH e dai precipitati biancastri sulle foglie delle piante (spesso sui bordi).

  • Marciume delle Cryptocoryne


    È spesso causato dal cambiamento delle condizioni di cura e dai trapianti. Si può porre rimedio soltanto con cure costanti e con la riduzione del livello di nitrato al di sotto di 50 mg/l.

  • Quantità di nitrato (contenuto di NO3)


    Le quantità di nitrato superiori a 50 mg/l creano in molte piante disturbi della crescita, nonostante il nitrato in basse concentrazioni agisca come nutriente. Possono anche causare il marciume delle cryptocoryne. Rimedio: cambio parziale dell’acqua e JBL BioNitrat EX. Buone assorbenti di nitrato sono ad es. Cabomba, Hygrophila e specie di Limnophila.

  • Carenza di elementi traccia


    Attenzione! Il carbone attivo non rimuove solamente residui di farmaci e colorazioni dell’acqua ma anche minerali, elementi traccia e vitamine. Il carbone attivo va quindi inserito nel filtro solo in casi particolari.

  • Buchi nelle foglie, foglie graticolate


    Causati soprattutto dal brucare. Controllare gli erbivori tra i pesci e gli invertebrati.

  • Parametri estremi e oscillanti dell'acqua


    Sia temperature estreme (< 18 °C o > 29 °C) che estremi valori di pH (< 6.5 o > 8.0) oppure gradi di durezza (KH < 4° dKH o > 10 ° dKH) ostacolano la crescita delle piante. Per rimediare e corregere i valori dell'acqua vedi il laboratorio online JBL.

  • Impiego di anti-alghe


    Le sostanze anti-alghe molto “forti” rappresentano un grande ostacolo alla crescita delle piante. Possono addirittura farle morire, perché piante e alghe sono affini.

    Rimedio: in caso di problemi con le alghe, passa a JBL Algol.

  • Dopo un po' di tempo le piante si deteriorano e si decompongono


    Alcune piante d’acquario particolarmente predilette non sono piante subacquee ma bensì piante palustri che resistono sott’acqua solo per un determinato tempo. Molte piante acquatiche, ad es. l’echinodorus bleheri, vengono coltivate emerse e, se immerse, perdono dapprima le loro foglie che spuntano dall’acqua. Qui ci vuole pazienza ed è comunque meglio acquistare delle vere e proprie piante subacquee.

  • Marciume e assenza di foglie nella parte inferiore


    Marciume e assenza di foglie nella parte inferiore Controllare il fabbisogno di spazio e il buon inserimento della pianta. Le piante a stelo come le vallisneria o le cabomba vengono spesso piantate in modo errato. Si deve togliere il piombo prima di piantarle ad una ad una lasciando un certo spazio tra di loro. Anche le piante in vaso vanno tolte dai loro contenitori.

Test per l'acqua degli acquari

Hai testato l’acqua del tuo acquario e i risultati non sono ottimali? I test per l’acqua sono la chiave per assicurarsi acquari efficienti. Qui hai un’analisi immediata e gratuita sui risultati del tuo test. Laboratorio online per l’analisi dell’acqua

Oppure vuoi avere informazioni dettagliate sui singoli parametri dell’acqua? Continua qua.

Durezza dell'acqua

La durezza dell’acqua si suddivide in durezza totale (GH) e durezza carbonica (KH). La corretta definizione scientifica di entrambi i valori non spiega molto: la GH è la somma di tutti i metalli alcalino terrosi nell’acqua (ad es. ioni di calcio e di magnesio), mentre con la KH si intende la somma di tutti i carbonati ed idrogenocarbonati.

È tutto chiaro? Detto in modo semplice la durezza totale misura un certo contenuto di sostanze minerali nell’acqua, mentre la durezza carbonatica mostra la stabilità del pH nell’acqua. Per la maggior parte degli acquariofili e dei proprietari di laghetti da giardino la KH è il valore più importante perché stabilizza il valore del pH (l’acidità dell’acqua). Se la KH è troppo bassa (sotto 4 ° dKH) il valore del pH oscilla fortemente e può precipitare (precipitazione dell’acidità/pH) oppure spostarsi verso l’alto. Entrambe le oscillazioni possono essere mortali per gli organismi, per cui è essenziale testare la KH (JBL KH-Test Set) e stabilizzarla (JBL AquaDur). Normalmente la GH è più alta della KH.

In alcune acque tropicali, ad esempio nei laghi Malawi e Tanganica, le condizioni sono opposte: la KH è più alta della GH. Com’è possibile? Le responsabili in questo caso sono le sorgenti di soda che innalzano la quota di bicarbonati di sodio. Questi fanno sì aumentare la KH ma non rientrano nella GH. Per riprodurre questa situazione nell’acquario, JBL ha creato AquaDur Malawi-Tanganjika. Con questo sale speciale è possibile ricreare la naturale composizione dell’acqua.

Aumentare la durezza dell’acqua. Perché aumentarla? Alcuni animali non si trovano bene nell’acqua molto dolce (durezza bassa). Se hai a disposizione solamente acqua corrente a bassa durezza, sarebbe appropriato aumentarla. Se la durezza del carbonato è inferiore a 4, l’acqua a tua disposizione è troppo dolce e comporta il rischio di oscillazioni del pH. In questo caso si raccomanda caldamente un aumento della KH.

Aumentare la durezza totale (GH): il sale da cucina non aiuta! Infatti contiene solo sodio (Na) e cloruro (Cl) che non fanno parte della durezza totale (GH). Normalmente non è necessario alzare solamente la GH senza aumentare contemporaneamente la KH. Per aumentare in ugual modo GH e la KH viene proposto un sale speciale come JBL AquaDur.

Aumentare la durezza carbonatica (KH): nemmeno qui aiuta il sale da cucina. Un’aggiunta di bicarbonato di sodio alza la KH ma non la GH. Con JBL AquaDur la GH e la KH vengono portate entrambe allo stesso livello. Con JBL AquaDur Malawi-Tanganjika invece la KH aumenta più che la GH. I processi biologici possono consumare completamente la durezza carbonatica negli acquari. Questo è dovuto al fatto che le piante acquatiche, dunque anche le alghe, estraggono la CO2 essenziale per la loro vita dalla KH se nell’acqua non si trova sufficiente CO2 libera. La conseguenza è una diminuzione drastica della KH, un processo che viene chiamato decalcificazione biogena. I materiali calcarei (sabbia corallina, gusci di conchiglie, marmo, scheletri di coralli ecc.) fanno aumentare la durezza solo quando il valore di pH dell’acqua è minore di 7. In questo caso si ha sufficiente acido per sciogliere questi materiali nell’acqua. Con valori alcalini di pH maggiori di 7,0 non succede nulla.

Abbassare la durezza dell’acqua. Perché abbassarla? Molti abitanti dell’acquario provengono da regioni con acqua dolce come l’Amazonas o il Rio Negro. Per andare incontro ai loro bisogni specifici si raccomanda una diminuzione della durezza. Tuttavia, invece di manipolare in continuazione i valori dell’acqua è molto meglio eseguirne un regolare cambio parziale. Anche molte piante acquatiche provengono da acque dolci piuttosto che da acque dure e i laghetti da giardino a loro volta tendono ad avere un’acqua troppo dolce perché il contenuto di sali minerali viene diluito dalla pioggia. Abbassamento della durezza: nelle zone con acqua corrente dura si raccomanda di diminuirne la durezza per un migliore allevamento di invertebrati, pesci e piante. Con un impianto a osmosi inversa (JBL Osmose 120) questo procedimento è molto semplice. L’apparecchio, collegato al rubinetto, filtra il 95% di tutti gli agenti indurenti (e anche le sostanze nocive). L’addizione di sostanze che abbassano il pH (ad es. JBL pH Minus) risulta in una diminuzione della KH, ma qui è necessario essere cauti. L’aggiunta di un riduttore di pH va eseguita molto prudentemente e a piccolissimi passi, controllando sempre con dei test la KH e il pH. Se la KH risulta minore di 4 si deve rinunciare a questo metodo! Un cambio d’acqua è utile solamente se l’acqua corrente ha una durezza minore dell’acqua dell’acquario.

Composti azotati (ammonio, nitrito, nitrato)

Negli acquari si producono composti di azoto che possono creare problemi se presenti in determinate quantità o addirittura risultare letali per gli animali. Per questo l’ammonio (NH4), l’ammoniaca (NH3), il nitrito (NO2) e il nitrato (NO3) devono essere misurati regolarmente. A tal fine sono disponibili test dell’acqua estremamente accurati e facili da usare (JBL test kit) e perfino valigette con test completi (JBL TestLab). Si parla spesso del cosiddetto ciclo dell’azoto, durante il quale le sostanze menzionate si scompongono rispettivamente nella sostanza successiva. Questo processo di scomposizione si verifica principalmente nel sistema filtrante (e nel substrato). Qui la proteina viene scomposta in ammonio dai batteri (o in ammoniaca, quando il livello di pH supera i 6.0). Questo viene poi trasformato dai batteri in nitrito tossico e questo a sua volta nel nitrato non tossico ma che favorisce la crescita di alghe.

I nuovi acquari non hanno abbastanza batteri per dare inizio ai processi di scomposizione. È dunque necessario il supporto di attivatori batterici (JBL Denitrol, JBL Filterstart, JBL FilterBoost). Spesso non basta semplicemente aspettare prima di aggiungere gli animali, perché i batteri esistenti si riproducono solo con una quantità sufficiente di nutrienti.

Ammonio (NH4) / ammoniaca (NH3): questo è il primo passo per la rimozione dell’azoto. L’ammonio viene espulso dalle branchie dei pesci o creato dalle proteine da parte dei batteri. L’ammonio (NH4) non è tossico, ma una sua maggiore concentrazione nell’acqua impedisce ai pesci di “respirare” l’ammonio dalle loro branchie. Con un livello di pH superiore a 6.0, parte dell’ammonio non tossico si converte in ammoniaca tossica (vedi tabella XX). Di solito i batteri trasformano velocemente l’ammonio prodotto in nitrito e poi in nitrato. Se si rileva ammonio nell’acqua, questo è un sintomo di un’anomalia nei processi di scomposizione batterica. I batteri a questo necessari sono o non ancora sufficienti (acquari nuovi) o pregiudicati (medicinali, aggiunta di sale, chiarificatore d’acqua UVC).

Abbassare il contenuto di ammonio/ammoniaca: in caso di avvelenamento da ammoniaca (i pesci guizzano avanti e indietro, boccheggiano sulla superficie dell’acqua) un’immediata diminuzione del livello di pH è una possibile misura di pronto soccorso, poiché riconverte immediatamente l’ammoniaca tossica in ammonio non tossico. Successivamente sono necessari ulteriori passi per gestire il problema a lungo termine. Tali passi includono un cambio d’acqua e l’aggiunta di attivatori batterici (JBL Denitrol, JBL Filterstart, JBL FilterBoost). JBL ha inoltre tra i propri prodotti un materiale filtrante che assorbe direttamente l’ammonio dall’acqua (JBL AmmoEX). Aumento del contenuto di ammonio/ammoniaca: questo non è mai necessario e quindi inutile.

Nitrito (NO2): il nitrito è altamente tossico, proprio come l’ammoniaca. Inibisce il trasporto dell’ossigeno nel sangue (anche negli umani) e porta all’asfissia. Non dovrebbe mai essere mai rilevato dal test di nitrito JBL perché i batteri lo scompongono normalmente nel nitrato non tossico appena si forma. Il rilevamento di nitrito è un segno di un’alterata attività batterica o indica che la presenza di inquinanti è eccessiva per i batteri.

Questo indica che bisogna controllare le misure di cura: è un effetto della sovralimentazione? Ci sono stati pochi cambi d’acqua? Sono stati aggiunti rimedi antibatterici? E’ stato aggiunto sale (il sale uccide i batteri)? In casi eccezionali, può verificarsi un innalzamento del livello di nitrito in acquari recentemente allestiti, poiché i batteri non sono ancora completamente sviluppati. Qui è d’aiuto un buon attivatore batterico (JBL Denitrol, JBL FilterStart) e un graduale inserimento dei pesci. Non inserire mai tutti i pesci in una volta sola ma ad intervalli. In questo modo, i batteri riescono ad adattarsi alla crescente quantità di inquinanti. Grazie a JBL BioNitrat EX il nitrato viene scomposto in nitrito. L’utilizzo di troppo JBL BioNitrat EX in una volta sola potrebbe portare ad un innalzamento del livello di nitrito di breve durata.

Abbassare il contenuto di nitrito: immediato cambio parziale dell’acqua (50 %), ridurre il mangime, regolare cambio parziale dell’acqua (30 % ogni 15 giorni), regolare aspirazione del substrato con una ventosa per fanghiglia (JBL AquaEX, JBL Aqua In-Out), aggiunta di batteri (JBL Denitrol, JBL FilterStart). Aumentare il livello di nitrito: mai necessario, sarebbe pericoloso.

Il nitrato (NO3): i batteri Nitrobacter formano il nitrato dal nitrito durante la scomposizione dell’azoto in condizioni aerobiche (ricche di ossigeno). Di seguito, il nitrato viene scomposto in azoto (N2), anidride carbonica (CO2) e acqua (H2O) in condizioni anaerobiche (prive di ossigeno). Nonostante il nitrato non sia (al contrario del nitrito) di per sé tossico, alti livelli di nitrato possono bloccare la crescita dei pesci (in particolare degli avannotti) e possono inoltre inibire la crescita di alcune specie di piante. Il maggior problema del nitrato è che favorisce la produzione di alghe, ed è per questo che i livelli di nitrato non dovrebbero mai superare i 50mg/l consigliati.

Abbassare il valore di nitrato: il regolare cambio dell’acqua impedisce alti livelli di nitrato, posto che l’acqua corrente utilizzata non contenga già troppo nitrato. E’ quindi di vitale importanza il controllo dei parametri dell’acqua di rubinetto. Con l’ausilio di un impianto di osmosi inversa (JBL Osmose 120) fino al 50 % del nitrato può essere rimosso dall’acqua del rubinetto. Utilizzando JBL Nitrat EX si possono liberare dal nitrato sia l’acqua del rubinetto che quella dell’acquario. JBL Nitrat EX contiene resine sintetiche che prelevano il nitrato dall’acqua corrente. Una volta che si esaurisce la capacità di scambio, può essere rigenerata con il cloruro di sodio in modo semplice e veloce. JBL BioNitrat EX è stato progettato per un utilizzo a lungo termine all’interno del filtro. Questo specifico materiale filtrante contiene un substrato che viene colonizzato dai batteri che decompongono il nitrato. Si trova in buste a rete che riducono il flusso dell’acqua, abbassando la quantità di ossigeno nelle buste stesse. I batteri che vivono sul substrato contenente carbonio devono quindi scindere il nitrato per raggiungere l’ossigeno contenuto. Di conseguenza il nitrato viene rimosso dall’acqua in modo naturale, a lungo termine (circa 6 mesi) e senza effetti indesiderati.

Chi voglia non soltanto rimuovere il nitrato, ma contemporaneamente anche il nitrito e il fosfato, troverà in JBL ClearMec plus il perfetto materiale filtrante. Livelli di nitrato in aumento: nella maggior parte degli acquari un aumento dei livelli di nitrato non è necessario. C’è solo un caso in cui l’azoto dovrebbe essere aggiunto: in acquari di sole piante e in acquari per gamberi, nei quali si somministra pochissimo cibo, può verificarsi una carenza di azoto per le piante. Per questi casi JBL ha tra i propri prodotti un fertilizzante specifico (JBL NanoFerropol24 Moos), che contiene oltre all’azoto anche fosforo e potassio.

Fosfato

Il fosfato (PO4): i fosfati e i nitrati (NO3) sono prima di tutto fertilizzanti per piante, ma purtroppo favoriscono anche la crescita delle alghe. In acquari con una normale o alta popolazione di pesci, i nitrati e i fosfati sono spesso presenti in concentrazioni così alte da risultare in eccesso e, di conseguenza, favoriscono la crescita delle alghe. Solo negli acquari senza pesci o con una densità minima di pesci (per es. aquascaping) i nitrati e i fosfati si trovano in concentrazioni insufficienti e vanno quindi aggiunti (fertilizzante JBL ProScape NPK). Pressoché tutti i mangimi per pesci contengono fosfato che è importante per la loro struttura ossea. Molti mangimi contengono tuttavia troppo fosfato poiché sono prodotti con l’economica farina di pesce. JBL rinuncia alla farina di pesce, ma utilizza proteine di alta qualità derivanti dai filetti di pesce, a cui viene poi aggiunto un mix di minerali (contenuto di ceneri) ben bilanciati per una sana crescita dei pesci. È essenziale che l’acquariofilo scelga un’idonea quantità di cibo per evitare la sovralimentazione e il risultante inquinamento con fosfato.

Attenzione al cibo surgelato! La maggior parte dei cibi surgelati è una vera e propria bomba di fosfato!!! Quando muoiono, le parti delle piante e le alghe rilasciano le quantità di fosfato che avevano legato durante la loro crescita, e vanno quindi rimosse. I fertilizzanti per piante acquatiche, i materiali filtranti e gli additivi, come gli estratti di torba, non dovrebbero mai contenere fosfato. Controlla i prodotti che utilizzi. JBL garantisce l’assenza di fosfato nei propri prodotti. Un cambio d’acqua regolare è sicuramente una delle misure migliori per contrastare alti livelli di fosfato, posto che l’acqua del rubinetto ne sia priva.

Controlla l’acqua del rubinetto prima di utilizzarla. I fosfati reagiscono velocemente con i minerali nell’acqua e precipitano (sedimentazione). E’ quindi utile utilizzare regolarmente una ventosa per fanghiglia nel cambio parziale dell’acqua. Pulisci anche il filtro, visto che lo spurgo del filtro contiene grandi quantità di fosfato.

Abbassare il valore del fosfato: in aggiunta alle misure sopra menzionate, il fosfato può essere rimosso in modo facile, rapido ed affidabile con lo speciale materiale filtrante JBL PhosEX ultra. Se non desideri rimuovere solo il fosfato, ma anche il nitrito e il nitrato, si consiglia il materiale filtrante specifico JBL ClearMec plus.

Aumentare il valore del fosfato: nella maggior parte degli acquari e in tutti i laghetti non è necessario incrementare i valori di fosfato. C’è solo un caso in cui è necessario aggiungere il fosfato: in acquari di sole piante e in acquari per gamberi, nei quali si somministra pochissimo cibo, può verificarsi una carenza di fosfato per le piante. Per questi casi, JBL ha nel suo programma dei concimi specifici (JBL ProScape NPK Macroelements, JBL ProScape P Macroelements, JBL NanoFerropol 24 Moos).

Salinità

Il termine salinità è rilevante sia per l’acqua dolce che per l’acqua marina. Nell’acqua marina, la salinità può essere facilmente misurata con un aerometro o con un rifrattometro. Le misurazioni fatte tramite il conduttivimetro non sono attendibili poiché la composizione del sale ha un’influenza sulla conduttività.

La salinità degli oceani è molto varia (è più alta, per esempio, nel Mar Rosso che nel Pacifico) ed è essenziale per l’allevamento degli animali. Il sale è spesso aggiunto all’acqua dolce per motivi terapeutici, essendo efficace contro batteri e parassiti. In questo caso, la salinità viene regolata con il dosaggio. Ad ogni modo, l’aggiunta di sale in acqua dolce dovrebbe terminare appena possibile. Gli utili batteri filtranti e le piante acquatiche, infatti, non tollerano l’aggiunta di sale.

Molti acquariofili misurano la conduttività dell’acqua tramite un conduttivimetro (indicazione in µS/cm o mS/cm). In questo modo riescono a controllare se la conduttanza si è modificata rispetto all’acqua originaria. Se, ad esempio, l’acqua del rubinetto ha una conduttività di 500 µS/cm e l’acqua dell’acquario ha una conduttività più elevata di, ad esempio, 900 µS/cm, quest’ultimo alto valore indica un’aggiunta diretta di sale o un accumulo di sostanze inquinanti. Quindi la conduttività può fungere da indicatore della qualità dell’acqua e della necessità di un cambio d’acqua. Gli amici del discus, per esempio, preferiscono allevare i loro pesci in acqua dolce, un’acqua che ha una conduttività molto bassa, e aggiungere sale osmotico (JBL AquaDur) all’acqua osmotizzata, fino a raggiungere il grado di conduttanza ottimale di ad es. 50 µS/cm.

Aumento della salinità: aggiunta di sale marino (in acqua marina), JBL EktolCristal o JBL AquaDur (in acqua dolce).

Abbassare la salinità: in acqua marina aggiungere acqua corrente o acqua osmotizzata, in acqua dolce aggiungere acqua osmotizzata.

Ossigeno

L’ossigeno è l’elisir di lunga vita per la maggior parte degli esseri viventi acquatici, ed è quindi essenziale. Più l’acqua è calda, meno ossigeno è disciolto nell’acqua. Questo è il motivo per cui nella piena estate è consigliabile e necessaria un’ulteriore areazione dell’acqua. In presenza di livelli troppo bassi di ossigeno, diminuisce la capacità dei batteri di decomporre le sostanze inquinanti, e al di sotto di 2 mg/l i pesci cominciano a soffrire di carenza di ossigeno.

Un fatto importante è che le piante, esposte alla luce, producono ossigeno, ma anche che lo consumano al buio. Per questo è consigliabile areare di notte l’acqua nei periodi di forte crescita di piante ed alghe. Non è vero che bassi livelli di ossigeno sono il risultato diretto di alti livelli di anidride carbonica. Entrambi i gas possono raggiungere il loro limite di saturazione simultaneamente. Ma succede spesso che quando si esegue un rifornimento di ossigeno grandi quantità di anidride carbonica (CO2) vengano espulse a causa del movimento della superficie (correnti, pietre porose, tubi irrigatori ecc.). Quando le piante vengono fornite di anidride carbonica attraverso un sistema di concimazione con CO2, il contenuto di anidride carbonica nell’acqua sale e contemporaneamente sale il contenuto di ossigeno poiché le piante producono ossigeno durante l’assimilazione.

Aumentare il contenuto di ossigeno: il contenuto di ossigeno nell’acqua è garantito dal normale movimento della superficie dell’acqua. Gli acquari che hanno un’altezza superiore alla norma hanno una superficie troppo piccola in rapporto al volume dell’acqua. Questo può rendere necessaria un’areazione aggiuntiva o movimenti di superficie più forti tramite tubi irrigatori o simili. Le compresse di ossigeno (ad es. JBL OxyTabs) non sono adatte ad un prolungato apporto di ossigeno. In acquari senza piante può anche essere utile un ulteriore rifornimento di ossigeno tramite le pietre porose. Se volete nell’acquario una buona crescita di piante, si sconsiglia un’areazione tramite pietre porose o forti movimenti della superficie dell’acqua poiché l’anidride carbonica essenziale per la crescita delle piante viene espulsa.

Calcio e magnesio (soltanto in acqua marina)

Calcio (Ca) / Magnesio (Mg) Il calcio è parte della durezza totale (GH) e può essere testato sia in acqua marina che in acqua dolce. Viste le quantità estremamente differenti in acqua dolce e in acqua marina sono necessari test diversi. Negli acquari marini il contenuto di calcio e magnesio è di fondamentale importanza per la cura di invertebrati e di alghe coralline. In acqua dolce, il contenuto di magnesio è il fattore decisivo per una riuscita cura delle piante.

Aumentare il calcio: ci sono diversi modi per aumentare il contenuto di calcio nell'acqua marina:

JBL CalciuMarin: questo prodotto è ideale per alzare il contenuto di calcio con facilità, sicurezza e senza grandi costi o sforzi tecnici. Una confezione di JBL CalciuMarin contiene 2 buste il cui contenuto deve essere versato nell’acquario in due punti il più distante possibile tra loro e in tempi diversi, come scritto sulle istruzioni. Avverrà quindi una reazione tra i due componenti nell’acqua dell’acquario. Il cloruro di calcio e il cloruro di stronzio (busta 1) reagiscono con bicarbonato di sodio (busta 2) per creare bicarbonato di calcio, bicarbonato di stronzio e innocuo cloruro di sodio. Questo processo è conosciuto come metodo di Balling nella cura dei pesci marini.

2) Reattore di calcio: il reattore di calcio è costituito da un contenitore riempito di materiale calcareo (carbonato di calcio, sabbia corallina, schegge di marmo ecc.). L’acqua marina che lo attraversa viene arricchita da anidride carbonica (CO2). Reagendo con l’acqua abbassa il livello di pH e scioglie lentamente il materiale calcareo. Rende così disponibile carbonati idrogeni (KH) e calcio (Ca) che vengono aggiunti goccia a goccia all’acqua dell’acquario. I reattori di calcio vengono sempre utilizzati in combinazione a sistemi di CO2. JBL mette a disposizione tutti i componenti necessari: bombolette di CO2 con un contenuto di 500 g e 2 kg, riduttore di pressione, valvola magnetica e regolatore di pH.

3) Acqua di calce: acqua di calce è definita come una soluzione satura di idrossido di calcio (CaOH) che viene aggiunta goccia a goccia all’acqua dell’acquario. Con la sua parte idrossida (-OH) aumenta il livello di pH dell’acqua marina e apporta calcio. Non contiene alcun elemento di durezza carbonatica (HCO3), anche se sembra avere un KH di circa 12 - 15. Quest’illusione in tutti i test KH è causata dagli ioni idrossidi (OH-).

La tendenza nel modo dell’acquariofilia marina non è più indirizzata verso l’acqua calcarea ma verso reattori di calcio e preparati professionali come JBL CalciuMarin.

Magnesio (Mg): il magnesio è parte della durezza totale (GH) dell’acqua è può essere testato sia in acqua marina che in acqua dolce. Si devono però eseguire test diversi, vista la quantità di magnesio tanto differente in acqua dolce e in acqua marina. Negli acquari marini il contenuto di magnesio è d’importanza fondamentale per la cura degli invertebrati e in particolare per una bella crescita delle alghe rosse calcaree. Nell’acqua dolce il contenuto di magnesio è il fattore decisivo per un’ottimale cura delle piante. Livelli di magnesio troppo alti sono inutili, visto che l’acqua ha una capacità limitata di assorbimento di sali e minerali. Se questa capacità è saturata da livelli di magnesio troppo alti, gli altri minerali essenziali non riescono più a sciogliersi in quantità sufficienti o precipitano. Aumentare il livello di magnesio: si può regolare il magnesio a qualunque livello desiderato in modo semplice, veloce ed affidabile aggiungendo JBL MagnesiuMarin (preparato liquido) all’acqua marina o aggiungendo JBL ProScape Mg Macroelements all’acqua dolce.

pH

Il livello di pH indica l’acidità e l’alcalinità dell’acqua. Più l’acqua è acida, più basso è il livello di pH. Meno acida è l’acqua, risp. più basi contiene (più è alcalina), più alto è il livello di pH. Se il livello di pH consigliato è troppo basso, gli abitanti dell’acquario non godranno più di condizioni di vita ottimali. Anche le attività del filtro per batteri caleranno bruscamente e si bloccheranno con valori al di sotto del 6. Ecco perché il livello di pH dovrebbe venire aumentato fino al valore specificato. Il pH è un valore logaritmico. Ciò significa che una riduzione da un pH 8 a un pH 7 costituisce una decuplicazione e da 8 a 6 una centuplicazione dell’acidità.

Aumento del livello di pH: per prima cosa controlla se la durezza carbonatica (KH) corrisponde al valore consigliato. Prima di manipolare (aumentare o ridurre) il livello di pH la KH DEVE!!! essere portato al valore raccomandato (vedi il capitolo sulla KH). Nella maggior parte dei casi il pH si regola autonomamente al livello desiderato. Se tuttavia il livello di pH va aumentato, questo si può fare aggiungendo JBL pH-Plus (liquido elevatore del pH).

Riduzione del livello di pH: per prima cosa controlla se la durezza carbonatica (KH) corrisponde al valore consigliato. Prima di manipolare (aumentare o ridurre) il livello di pH la KH DEVE!!! essere portato al valore raccomandato (vedi il capitolo sulla KH).

Nella maggior parte dei casi il pH si regola autonomamente al livello desiderato. Se tuttavia bisogna ridurre il livello di pH, ci sono tre possibilità:

1) Tramite l’aggiunta di JBL pH-Minus (liquido che abbassa il pH) il livello di pH può essere ridotto gradualmente. Contemporaneamente verrà tuttavia ridotta anche la durezza carbonatica.

2) Un’aggiunta dosata di CO2 (anidride carbonica) non solo fertilizzerà le piante, ma abbasserà anche il livello del pH. Una parte della CO2 reagisce con l’acqua producendo acido carbonico (H2CO3) che, come tutti gli acidi, riduce il livello di pH. Per acquari da 30 a 160 litri si consiglia l’impianto JBL ProFlora Bio CO2; per acquari da 60 a 1.000 litri i sistemi JBL ProFlora u o JBL ProFlora m.

3) JBL TorMec (pellet di torba attiva) come parte del materiale filtrante può ridurre leggermente il livello di pH. I JBL pellet di torba attiva contengono all’incirca il 25 % di acidi umici che agiscono come riduttori del pH. Si verifica, inoltre, un leggero ammorbidimento.

Malattie dei pesci d'acquario

I tuoi pesci d'acquario sono ammalati? Mostrano sintomi di malattia? Vuoi diagnosticare tu stesso le malattie dei tuoi pesci d'acquario?

Qui troverai molte fotografie di pesci ammalati per imparare a fare una diagnosi. Nel passo seguente ti mostriamo come combattere le differenti malattie in modo rapido e sicuro e per prevenire in futuro.

A Ospedale online

Indicazioni generali

Circa il 90% di tutte le malattie dei pesci sono da ricondurre a un indebolimento del loro sistema immunitario. L’agente patogeno si combatte con rimedi che eliminano sì il problema, ma non aiutano a scoprirne l’origine. L’essenziale è dunque ricercare le vere cause dell’insorgere della malattia. Nella maggior parte dei casi queste sono riconducibili a:

Nuovi pesci nell’acquario. Anche se questi ultimi non presentano alcun segno visibile di malattia possono essere portatori di parassiti o di batteri patogeni. Questi “nuovi” germi patogeni spesso sono sconosciuti ai vecchi abitanti dell’acquario che, di conseguenza, non hanno sviluppato alcuna resistenza. Questa situazione ricorda la conquista delle Americhe da parte degli spagnoli, che con i germi di un semplice raffreddore hanno annientato popolazioni intere nella giungla. Dunque non si può incolpare sempre il rivenditore.

Mangime scaduto (confezione aperta da più di tre mesi). Il contenuto vitaminico è ormai troppo basso e non è più sufficiente affinché gli animali possano incrementare le loro difese immunitarie.

Non appena si rivelano i primi sintomi di una malattia è necessario reagire IMMEDIATAMENTE. Nella maggior parte dei casi si aspetta difatti troppo a lungo. Un valido esempio è la malattia dei puntini bianchi: già la presenza di un solo ‘puntino’ deve dare inizio al trattamento. Se si aspetta, questo singolo punto si può staccare dal pesce, cadere sul fondo e formare una capsula da cui verranno rilasciati 1.000 nuovi agenti patogeni che aumentano la pressione infettiva su tutti gli abitanti dell’acquario.