JBL Workshop Tanzania 2010
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Il Workshop Tanzania che si è trasformato in una spedizione in Africa

Un Workshop JBL dura normalmente una settimana e si svolge in un solo luogo. Ma in Africa tutto è molto diverso. Due giorni di foresta pluviale e savana ai piedi del Kilimangiaro, due giorni di barriera corallina vicino a Zanzibar e poi ancora tre giorni sul Lago Tanganica, più le giornate di viaggio – e tutto questo con 74 persone. È stata una bella avventura!

Lo scopo dei Workshop JBL è il far conoscere a un buon numero di partecipanti, e per un prezzo accessibile, la ricerca acquariofila e terrariofila che si occupa delle analisi dei biotopi animali. Così acquariofili e terrariofili, rivenditori di prodotti zootecnici e amanti della natura vengono a conoscere, osservando e sperimentando di persona, tutto quello che vale la pena di sapere, piuttosto di doversi affidare alle dubbie informazioni della stampa o dell’internet.

Invece di osservare dalle jeep la selvaggina grossa in un safari turistico, i partecipanti del nostro Workshop si sono addentrati a piedi negli spazi vitali degli animali stessi, cercando piccoli insetti e rettili e lavorando sotto la direzione scientifica di specialisti come il biologo marino Bernd Humberg o Uwe Wünstel, direttore del Reptilium a Landau. Le loro armi erano strumenti di misura e valigette per l’analisi, con cui conoscere da vicino i fabbisogni e le abitudini di vita degli ospiti dei loro acquari e terrari.

I 74 partecipanti di 10 nazioni diverse (dal Brasile alla Finlandia) sono stati divisi in piccoli gruppi di 8 persone, sotto la guida di uno specialista/ricercatore e accompagnati da un locale cacciatore di serpenti. Così raramente ci si è sentiti oppressi dall’alto numero di partecipanti e non si ha avuto l’impressione di essere in viaggio in tanti.

In giro alla regione di Arusha, che spazia da un’altezza di 1˙000 m fino al Monte Menu di ben 4˙560 m, i paesaggi sono molto variati. Laghi e ruscelli nella foresta pluviale, steppa e arida savana con selvaggina grossa e vaste distese di macchia offrono i più differenti spazi vitali, oggetto di osservazione assieme ai loro abitanti. Misurazioni di lux mostrarono a cielo terso più di 100.000 Lux, misurazioni UVB mostrarono valori fino a 386 µW, mentre la relativa umidità dell’aria che in certi punti oscillava tra il 42 - 90%, a seconda dell’ora giornaliera, in altri poteva scendere fino al 14%!

In un paesaggio di savana ai piedi del Monte Meru, in vista del Kilimangiaro coperto di neve, in un ruscello d’acque chiare, si sono trovati sconosciuti ciclidi del genere Haplochromis. Su campioni dei loro tessuti è ora in corso una valutazione genetica all’università di Graz. Si tratta infatti o di una specie in via di estinzione che è migrata nel ruscello da un lago essiccato o addirittura di una nuova specie.

L'isola di Zanzibar

Per la seconda parte del Workshop si è arrivati con un’ora di volo sull’isola di Zanzibar che si trova non lontano dalla costa tanzanese nell’Oceano Indiano e che è ricca di barriere e di un atollo. Escursioni di mezza giornata in barca nelle diverse barriere hanno reso possibile ai sommozzatori e ai subacquei l‘osservare indisturbati una volta tanto i „loro“ pesci marini e i „loro“ invertebrati in ambiente naturale, di cui analizzare i dati essenziali.

WS 2010 - Sansibar - Team und Forschung

Interessante si è rivelato il fatto che alcune barriere erano coperte di alghe, anche se non si è potuto scoprire alcun fattore esterno di disturbo. Eventualmente la causa di questa invasione di alghe patinose era da ricercare in correnti di profondità ricche di sostanze nutritive.

Culmini del lago Tanganica

Da Zanzibar un altro volo condusse il Workshop alla sua ultima stazione, un lodge, posta direttamente sulla riva del Lago Tanganica. Quasi ogni partecipante aveva fatto conoscenza almeno una volta, nella sua vita di acquariofilo, con i ciclidi del lago di Tanganica, il secondo in profondità sulla terra, e tutti erano estremamente interessati a capire quanto e come il proprio acquario di casa corrispondesse al vero ambiente vitale di questi pesci. Direttamente ai piedi del lodge i partecipanti sono stati in grado di osservare, con lo snorkel, un’enorme quantità di ciclidi. Dal Tropheus brichardi, fino al Lamprologinen e all‘Opthalmotilapia c’era tutto da vedere!

Nell’acqua bassa fino ad una profondità di 5 m il suolo era ricoperto di pietre piatte arrotondate di un diametro fino a 40 cm. Queste pietraie erano interrotte da banchi di sabbia che per la diffusione di molte specie di ciclidi rappresentano già un confine.

I sub tra i partecipanti al Workshop hanno avuto inoltre la possibilità di osservare la diffusione delle specie in dipendenza dalla profondità. I Tropheus brichardi sono stati trovati esclusivamente nell’acqua bassa fino a circa 5 m di profondità, mentre i Tropheus duboisi sono stati trovati fino a più di 30 m. Il dott. Koblmüller, specialista del lago Tanganica per l’università di Graz, suppone che i T. brichardi sono riusciti ad avere la meglio sui T. duboisi, rimanendo nelle acque basse, e sospingendo questi ultimi a vivere in acque più profonde. Sotto i 13 m di profondità i sub hanno potuto ammirare per la prima volta i maestosi C. frontosa che nuotavano tra rocce grandi come case. Questa visione da sola è ben valsa il traffico di far trasportare su camion 15 bombole ad aria compressa da Arusha fino a Kigoma, con un viaggio della durata di ben 50 ore.

Raramente si sono visti tanti partecipanti intorno alle valigette JBL per le analisi dell’acqua come sul Lago Tanganica. Ognuno voleva rilevare ed annotare da solo i valori insoliti. Su questo pianeta non si trovano infatti molto spesso una KH di 16, una GH di 11 e valori pH intorno a 9 (confronta Lago Malawi: KH 7, GH 5, pH 8,5). La ragione per questo spostamento KH/GH sono sorgenti di natron che forniscono il lago con bicarbonato di sodio, che spingono effettivamente verso l’alto la KH, ma che a causa delle quote di sodio non si considerano come facenti parte della GH.

I tre giorni sul Lago Tanganica hanno costituito sicuramente uno dei punti culminanti del Workshop. Günter Winnewisser di Sandhausen, fortemente preso dall‘emozione, ha detto „Con il Lamprogus brichardi era iniziato il mio interesse per l’acquariofilia, e da qui sono nati la mia professione e il mio attuale negozio di zootecnica Una volta nella vita volevo vedere in natura questo ciclide. E il mio sogno è stato appagato!“